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| Premio Letterario Italia Medievale |
| PHILOBIBLON Quam meritorium sit libros novos scribere et veteres renovare © Premio Letterario Italia Medievale per racconti inediti Terza Edizione, 2007 - 2008 Dopo l'uscita di "Italiae Medievalis Historiae", raccolta dei racconti vincitori della prima edizione del premio, pubblicato a luglio 2007 dall'editore Tabula Fati, e doopo la proclamazione dei vincitori della seconda edizione nello scorso ottobre, l'Associazione Culturale Italia Medievale bandisce la terza edizione di Philobiblon © Premio Letterario Italia Medievale, riservato a racconti brevi e inediti liberamente ispirati al Medioevo. Regolamento del premio Ciascun concorrente dovrà inviare alla segreteria un solo racconto, in 2 copie e in forma rigorosamente anonima, indicando, in busta chiusa allegata, titolo del racconto, nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono, e-mail e autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 della L. 31/12/96, n. 675. Il testo del racconto non dovrà superare le 20.000 (ventimila) battute (spazi inclusi). Chi utilizza programmi di scrittura elettronica dovrà inviare, oltre alle 2 copie cartacee, un CD con il testo del racconto in formato Word. Si richiede inoltre una dichiarazione che attesti che il racconto sia totalmente inedito. Le opere inviate non saranno restituite. La partecipazione al concorso è completamente gratuita. Saranno premiati, a giudizio insindacabile della giuria, tre racconti. La giuria è composta dal Direttivo dell'ACIM, da uno scrittore, uno storico, un editore, un giornalista, un musicista, un rievocatore. Agli autori dei racconti classificati ai primi tre posti e ad altri autori segnalati dalla giuria saranno consegnate targhe personalizzate; la tessera ACIM valida per un anno; i loro racconti saranno pubblicati online nel portale dell'associazione. Gli autori dei racconti pubblicati si impegnano a cedere i diritti all'organizzazione del concorso esclusivamente per la pubblicazione telematica. I vincitori e gli autori segnalati riceveranno comunicazione diretta da parte della Segreteria del Premio. I risultati dei concorso saranno pubblicati sul sito web dell'Associazione Culturale Italia Medievale (www.italiamedievale.org). La premiazione dei racconti vincitori avrà luogo a Milano nell'autunno 2008. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 aprile 2008 a: Associazione Culturale Italia Medievale c/o Maurizio Calì via delle Forze Armate, 260 20152 Milano Info: info@italiamedievale.org oppure 3335818048 - 3383574081 Il titolo che abbiamo scelto per il © Philobiblon Premio Letterario Italia Medievale è quello di un'opera di Riccardo di Bury (1287 - 1345), monaco benedettino inglese, cancelliere del re Edoardo III, di cui è stato precettore. Appena un anno prima di morire aveva terminato il “Philobiblon”, testo scritto in latino che gli avrebbe assicurato la riconoscenza e l’affetto di generazioni di bibliofili. Trattatello morale in lode alla lettura e manuale di bibliofilia dedicato alla scelta, al reperimento, alla conservazione dei libri, è anche consultabile online nella versione originale integrale in latino: clicca qui ! Il sottotitolo è quello del cap. XV. |
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Il 25 ottobre 2007 il Vaticano pubblicherà gli atti del processo che distrusse l’Ordine. Sono stati ritrovati nel 2001 da una ricercatrice in una pergamena che si credeva perduta. E’un’opera preziosa e segreta, quella che verrà presentata nella Sala Vecchia del Sinodo, in Vaticano. Il titolo è di quelli che fanno venire l’acquolina in bocca agli appassionati del genere mistico-esoterico: il Processus contra Templarios si basa, sostanzialmente sul Foglio di Chinon, la pergamena scoperta nel 2001 dalla ricercatrice Barbara Frale nell’Archivio Segreto Vaticano. Ed è proprio l’Archivio che ha deciso di pubblicare quella che viene definita un’opera «monumentale». È un progetto prezioso, un’edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari, contenente la riproduzione fedele degli originali conservati nell’Archivio. L’opera s’inserisce negli Exemplaria Praetiosa, ovvero la più elaborata pubblicazione che l’Archivio abbia finora realizzato. «È un’opera importante - dice lo storico Franco Cardini, che parteciperà alla presentazione del volume -. Contiene gli ultimi documenti pubblicati sulla vicenda, con la pergamena originale rintracciata in Vaticano». La pergamena fu scritta nel 1312, l’anno dello scioglimento dell’Ordine da parte del papa; uno scioglimento, tiene a precisare Cardini, non una condanna: «La prerogativa del papa era quella di sciogliere l’Ordine, ma non lo condannò mai». Il Foglio di Chinon, sfuggito per secoli e secoli all’attenzione degli studiosi a causa di un errore nell’archiviazione compiuto nel XVII secolo, getta una nuova luce sulla fine di quello che fu uno degli Ordini più potenti e famosi del mondo e, fra l’altro, testimonia che il pontefice non lo considerava eretico. La condanna per eresia dei tribunali ecclesiastici locali «si fonda sulle confessioni di alcuni Templari - spiega Cardini - che però poi ritrattarono e per questo motivo furono considerati “relapsi”, cioè ricaduti nell’errore per cui erano stati processati e condannati. E il potere temporale, l’unico che aveva l’autorità per farlo, li condusse al rogo». Quanto sia importante per l’Archivio quest’opera lo dimostra il «cast» dei presentatori: oltre all’archivista bibliotecario di Santa Romana Chiesa, l’arcivescovo Raffaele Farina (futuro cardinale) e al prefetto dell’Archivio segreto vaticano, il vescovo Sergio Pagano, ci saranno Frale, Cardini e l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi. «Tra le accuse che vennero rivolte ai Templari - spiega Cardini - c’erano quelle di essere stati in qualche modo sedotti dall’Islam e attirati dall’eresia catara. Due elementi che non potevano coesistere». Cardini sta per pubblicare per Vallecchi un libro intitolato La tradizione templare, che rifà la storia dell’Ordine, non trascurando le ricostruzioni del Codice Da Vinci di Dan Brown. I motivi della condanna furono politici (francesi) e non religiosi: «Gli avvocati del re di Francia non avevano in fondo bisogno di costruire un coerente edificio accusatorio: quel che interessava loro era che fosse efficace e credibile al livello dell’opinione pubblica».Salendo sul rogo, Jacques de Molay avrebbe maledetto Filippo il Bello e Clemente V. E, in effetti, il papa morì un mese dopo di dissenteria, il re di Francia nel dicembre successivo per una caduta da cavallo. Sempre secondo le innumerevoli leggende fiorite sulla fine dei Templari, il Gran Maestro avrebbe anche maledetto la casa reale francese «fino alla tredicesima generazione»: appunto quella di Luigi XVI, morto, anche lui sul patibolo durante la Rivoluzione. |
| Proseguono, interviste, recensioni e polemiche sul nuovo libro di Ken Follett |
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L'INTERVISTA Grandi opere, grandi peccati. Il Medioevo di Ken Follett LA POLEMICA 'Ma Ken Follett ha sbagliato Medioevo' |
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| Cardini si arrabbia per Ken Follett e io gli dico: sbagli |
| Di Andrea Romano Franco Cardini s’è seccato. Di più, ha proprio perso la pazienza nel leggere su Panorama della scorsa settimana l’intervista a Ken Follett. E allora ha preso carta e penna per scrivere una puntuta replica destinata al quotidiano cattolico Avvenire dove spiega ai suoi lettori che il Medioevo, quello vero, si trova nelle pagine per l’appunto sue e non certo in quelle del romanziere britannico. Tanto più che se già I pilastri della Terra era, secondo Cardini, “un ridicolo polpettone”, con Mondo senza fine si annuncia “un bouquet di sciocchezze, di banalità, di errori e di bugie”. Un pastrocchio che l’intervistatore di Panorama, che poi sarei io, avrebbe presentato “senza un commento che non sia ammirato e lusinghiero”. Messo alle strette da tanta severità, devo al professor Cardini una piena e completa confessione. Sì, avverto l’urgenza di ammettere di essere un devoto lettore di Ken Follett. >> leggi tutto l'articolo |
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| Il Medioevo che verrà |
| Milletrecentosessantasei pagine. Solo a scriverlo, il numero impressiona. Ma Ken Follett può tutto, anche decidere di tornare al Medioevo con un romanzo-fiume che per complessità e ricchezza ha richiesto un pool di sei traduttori per arrivare a tempo all’anteprima mondiale che si tiene a Firenze, con presumibile bagno di folla, in un reading in piazza della Repubblica dalle 21,30. Mondo senza fine (Mondadori, euro 20) è un affresco immenso e una sfida. A diciassette anni da I pilastri della terra, il suo libro più amato e più venduto, lo scrittore gallese riprende la narrazione due secoli dopo, ritrovando lungo il cammino quattro giovani discendenti di alcuni personaggi e incrociando le loro vite a partire da una data fatidica, il giorno d’Ognissanti del 1327, in cui nella foresta accanto al priorato di Kingsbridge avviene un duplice omicidio. Signor Follett, è rischioso tornare sul luogo del delitto. Perché ha osato tanto? «Non sono stato io. Me lo hanno chiesto i miei lettori. Anno dopo anno, con oltre dieci milioni di copie. Ma è soprattutto il forte impatto emotivo dei ”Pilastri” sulla gente che mi ha stimolato e coinvolto in tanti modi. Se molti confessano che quel libro è stata una scoperta fondamentale nella loro vita, mi son detto, devo proprio provare a rifarne uno simile». >> leggi tutta l'intervista di Santa Di Salvo. |
| Il Medioevo? «Un’epoca molto più dinamica di quanto si dica». Parola di Ken Follett, prolifico scrittore inglese di best seller, che dedica il suo ultimo - lunghissimo - libro «Mondo senza fine» (Mondadori; pp. 1367; euro 20) ad un periodo storico che, 18 anni fa, fu il tema di un suo grande successo «I pilastri della terra». Con dieci milioni di libri venduti, Follett si presenta oggi con un’opera ambiziosa che lascia i tradizionali impianti della spy story e del thriller, che gli hanno dato fama e ricchezza, per raccontare le vicende di quattro ragazzi, due uomini e due donne, accomunati dallo stesso segreto nella città inglese di Kingsbridge dei primi anni del 1300. La loro storia nei quattro decenni successivi è un grande affresco della Gran Bretagna della Guerra dei cento anni e dell’epidemia della Morte nera, avviluppata ai grandi contrasti tra innovatori e conservatori all’interno della Chiesa. «Quando si pensa al Medioevo - dice Follett a Roma dove si trova per presentare il suo libro - si ha l’idea di un mondo chiuso, statico e immobile, in cui tutti fanno i contadini. Certamente una parte era questa, ma ce ne era anche un’altra, vitale, attiva e aperta al cambiamento. Anzi che lo sollecitava. Ed io ho provato a far rivivere questa seconda parte». >> leggi tutto l'articolo. |