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*Montecchio Emilia (Re)* Una regina, cento castelli Mostra espositiva che si terra' dal 16 marzo al 4 maggio 2008 Mostra di oltre 200 pezzi tra libri antichi sia italiani che stranieri, incisioni, stampe, riproduzioni, tele e oggetti, che richiamano la figura di Matilde di Canossa saranno esposti dal 16 marzo al 4 maggio 2008 presso il Castello di Montecchio Emilia (Re). Attraverso le raffigurazioni, che dal '600 al '900 sia nella pubblicistica che nell'arte, hanno tramandato all'immaginario collettivo la figura della Grancontessa, Matilde e i Canossa ci parlano di sé, del loro mondo, della loro storia. Il nucleo principale di questa affascinante mostra storico-artistica incentrata sulle vicende dei territori canossani nell'XI secolo, quand'essi rappresentarono il fulcro della vita politica e culturale, si deve alla grande passione per questi temi nutrita da Giuliano Grasselli, tenace collezionista di libri antichi e incisioni, che per anni si è impegnato in un certosino lavoro di raccolta di testimonianze e che oggi ha accettato di esporre al pubblico il suo patrimonio in buona parte inedito. L'inaugurazione e' prevista per domenica 16 marzo alle ore 17.00 presso il Castello di Montecchio Emilia, P.zza Repubblica 1, 42027 Montecchio Emilia - RE Per le scolaresche sara'possibile prenotare alcuni laboratori didattici. *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** Orari: Dal Lunedì al Venerdì secondo gli orari d'ufficio della Biblioteca di Montecchio Emilia. Lunedì e Giovedì: 9.00-13.00 e 15.00-18.00 Martedì e Venerdì: 15.00-18.00 Mercoledì: 9.00-13.00 Sabato, Domenica e festivi: 9.30-12.30 e 15.00-18.30 Costo biglietto ingresso: Ingresso alla mostra, comprensivo di visita libera al Castello: € 1.50 Nei giorni festivi: possibiltà di ingresso con visita guidata al castello e alla mostra, €. 3,50 Per informazioni e prenotazioni ai laboratori didattici: Ars/Archeosistemi 0522/532094 / 531986 Fax 0522/533315 e-mail: servizi@archeosistemi.it. Ingresso con visita alla mostra, al castello e partecipazione ai laboratori didattici: €. 5,00 *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** Per informazioni: Biblioteca di Montecchio Emilia. Tel. 0522-861864 oppure 0522-861861. Fax 0522-863066 e-mail biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it
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| Note "eretiche" su Castel del Monte di Vito Bianchi |
| I rilievi e le puntuali misurazioni effettuate dai ricercatori dell'Università di Karlsruhe hanno dimostrato come Castel del Monte non sia un ottagono perfetto. Ciò sgombra il campo da tutta una serie di supposizioni che, basandosi su planimetrie errate (eppure riproposte in continuazione senza una verifica effettiva), avevano rivestito l'edificio di un'aura esoterica, assimilandolo di volta in volta a un tempio laico costruito dal sole, a una costruzione affine per gli elementi dimensionali alla Grande Piramide di Cheope, o ancora a una fabbrica magica posta sullo stessa linea verticale della cattedrale di Chartres e del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Altre ipotesi volevano che il maniero fosse sormontato da una cupola 'oro, o che riprendesse la conformazione naturale dei fiocchi di neve, o che fosse stato concepito in due fasi costruttive distinte, una per il primo e una per il secondo piano. Forte è stata anche la suggestione che farebbe di Castel del Monte unariproduzione architettonica del Santo Graal o, quanto meno, il luogo dove il sacro calice dovette essere custodito. In qualche misura, ciò ha subito indotto i cultori della materia a istituire un collegamento coi Templari. In realtà, i rapporti di Federico II (il committente di Castel del Monte) con l'ordine monastico-cavalleresco non dovettero essere dei più semplici, specie all'indomani della celebrata "Crociata Diplomatica" con cui, nel 1229, l'imperatore svevo cinse la corona di Gerusalemme. Piuttosto, la realizzazione e le forme di Castel del Monte trovano una più adeguata contestualizzazione in rapporto alle vicende storiche e culturali riguardanti gli anni Trenta e Quaranta del Duecento. In quest'ottica, va sottolineata ulteriormente la stretta attinenza del repertorio figurativo di Castel del Monte alle teorie elaborate da Villard de Honnecourt, e insieme l'intento di applicazione architettonica dei canoni ispirati alla geometria e alla matematica, diffusi nel XIII secolo con l'operato di Leonardo Fibonacci. continua su: www.militestempli.com/convegno/relatori/vitobianchi.htm |
Comune di Talamello
Società di studi storici per il Montefeltro
Pagine di storia
(ciclo triennale 2007-20099
Talamello,
domenica 3 giugno 2007
I giornata del ciclo
Pagine di storia
Talamello nel medioevo
ore 15,30,
sala ‘Don Bosco’ (piazza Garibaldi)
Convegno di studi:
Aldo A. Settia, All’origine dei castelli: strutture fortificate e abitative
Francesco V. Lombardi, Talamello da castello vescovile a residenza dei vescovi di Montefeltro (1362-1462)
Alessandro Marchi, Il Crocifisso di Talamello: considerazioni e attribuzioni
Ranieri Varese, Gli affreschi di Talamello nell¹attività pittorica di Antonio Alberti
Coordina Girolamo Allegretti, Presidente della Società di studi storici per il Montefeltro
ore 18,00, ‘Cella’
Inaugurazione restauro conservativo della Cella (affrescata nel 1437 da Antonio Alberti da Ferrara) e sistemazione esterna area di pertinenza: interventi realizzati con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Provincia di Pesaro e Urbino (fondi L.R. 43/98).
Parteciperanno il Sindaco di Talamello Rolando Rossi, l’Assessore ai beni culturali della Provincia di Pesaro e Urbino Paolo Sorcinelli, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro Gianfranco Sabbatini e il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli.
Rievocazione storica in costume.
ore 19,30, piazza Garibaldi
Buffet
ore 21,00, piazza Garibaldi
Spettacolo della Compagnia sbandieratori e tamburi “L’Araba Fenice” di Corinaldo: Graal: da Lucifero ai Cavalieri della tavola rotonda
Comune di Talamello, con il patrocinio e contributo di Provincia di Pesaro e Urbino, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Consiglio regionale delle Marche e il sostegno di Cent s.r.l.
Info: Comune di Talamello - tel. 0541.920736
www.comune.talamello.pu.it e-mail: comune.talamello@provincia.ps.it
Società di studi storici per il Montefeltro- San Leo
tel. 0541.916230 info@studimontefeltrani.it
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| Gli Svevi sfilano nei cortei del Sud |
| Sono certamente il fascino della mitologia cristiana rivisitata dalla fantasia popolare e quello di un'epoca esaltata dal romanticismo come il Medioevo a far traslocare la Puglia dal I secolo dell'era volgare, quando le strade si gremiscono di penitenti, di flagellanti e soprattutto di giudei e di soldati romani al tredicesimo secolo degli Svevi e degli Angiò. D'estate le città sentono il bisogno di darsi una veste di nobiltà con cortei storici che sempre più ricalcano la scena hollivudiana. La televisione entra così nel nostro quotidiano e Cinecittà diventa a portata di qualsiasi Comitato Feste o di qualunque Pro Loco. E' una voglia inappagata di produrre e partecipare a un set cinematografico casereccio o bisogno di straniamento temporale? O l'uno e l'altro? E perché la stragrande maggioranza dei cortei storici fugge verso il Medioevo saltando a pie' pari l'età Magnogreca che pure fu fondamentale per la formazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni e riserva poche attenzioni ad altri periodi storici? La scelta del Medioevo credo abbia una doppia ragione. Intanto un neoromanticismo che ci riporta alla passione per il gotico e per un'età aurorale della civiltà moderna. Si tratta da un lato di scavalcare i tempi del viceregno,quando tre quarti dell'Italia furono dominati da governi di rapina e incontrare un principe che la storia ha saputo mitizzare al punto da contrabbandarlo come nato da un'istanza del popolo, come una bandiera,un condottiero dell'intero Mezzogiorno e della Germania e soprattutto un principe che sembra liberarsi dalle tenebre di secoli poco conosciuti e barbarici e accendere le luci della modernità del diritto. Un emulo di Carlo Magno che ha corretto il Codice dei Franchi e revisionato anche quello di Giustiniano,un uomo che si è fatto grande addomesticando il Mediterraneo e congiungendone le sorti all'Europa. Federico II di Svevia è diventato così nella fantasia dei popoli del Mezzogiorno e in parte dei Tedeschi, il più grande imperatore di tutti i tempi. Al punto che pretendiamo che il mondo intero gli tributi onori, ne riconosca il valore,la grandezza. Lo veneriamo come un faraone e siamo disposti a riconoscergli meriti che oscurano del tutto gli aspetti deteriori,ritenendoli peccati veniali. Da un altro lato,il Medioevo ha generato una serie di Comuni, di Repubbliche Marinare,di Municipi autonomi che hanno avuto la possibilità di mostrare il proprio lustro e la propria capacità di organizzazione interna, da Amalfi a Trani a Genova e Venezia e ai molti centri della Toscana,dell'Umbria e della Romagna. Non è un caso se nei cortei di tutta Italia i costumi usati rinviano perlopiù a una ideale Firenze o ai figuranti del palio di Siena. I creatori di cortei e di manifestazioni a carattere rievocativo vanno in cerca di un momento preciso, di un accadimento, di un evento che ha fatto brillare la cronaca del luogo. Oria si è imposta per esempio con una manifestazione dedicata a Federico II che arriva nel 1225 in corteo con la giovanissima Jolanda di Brienne dopo un viaggio a cavallo dal porto di Brindisi dove era sbarcata provenendo dal suo reame di Gerusalemme. Torremaggiore, in alta Capitanata, commemora invece l'arrivo in città dei profughi di Fiorentino, dopo il terremoto che distrusse il castello nel quale morì Federico. Da un paio di anni anche Trani si è rivolta al mito tedesco, festeggiando l'incontro tra Manfredi e la promessa sposa Elena d'Epiro e Manfredonia ricorda la fondazione della città voluta appunto da Manfredi, dopo l'abbandono di Siponto da parte dei suoi cittadini. Mentre Casamassima rivolge le proprie attenzioni al figlio del re che fu ucciso a Benevento dagli angioini, Corrado di Svevia. Agli Angiò è il solo comune di Lucera che dedica le sue attenzioni,in controtendenza,ricordando a ferragosto con un corteo l'ingresso in città di Carlo I che riconsegna le chiavi alla Patrona dopo averla sottratta agli arabi di Federico II. Ma si resta in età medievale con il corteo di San Nicola di Mira a Bari, per ricordare l'arrivo delle ossa del santo nel X secolo, e un corteo dedica Mottola a San Tommaso Beckett, un santo che ricordava nella modalità del martirio l'uccisione del vescovo Alimberto nel 1102 da parte dei normanni di Taranto. Altra festa in costume si organizza a Castellaneta per ricordare la nascita della fiera sotto la giurisdizione del vescovo della diocesi di Mottola-Castellaneta e la concessione del permesso di mercatura da parte del normanno Boemondo di Taranto. Ancora Medioevo è a Troia,nei festeggiamenti per la traslazione delle ossa dei santi Urbano,Anastasio, Ponziano, Eleuterio e Secondino dal convento di Tibera a Troia. A San Marco La Catola si svolge una giostra di cavalieri, la Jaletta, in onore di san Liberato e santa Maria delle Vittorie. Usciamo dal Medioevo con poche manifestazioni in costume. Siamo nel 400 a Pulsano,dove si festeggia Maria d'Enghien che va sposa a Ladislao di Durazzo. Al Cinquecento dilaniato dalle guerre tra Francia e Spagna per il predominio del Sud è dedicata la Disfida di Barletta, e festeggiamenti in costumi seicenteschi sono a Ostuni in onore di Sant'Oronzo, e in abiti sette-ottocenteschi sono i festeggiamenti che si svolgono ad Alberobello, per celebrare la sua elezione a comune autonomo, a San Ferdinando e a Capurso,dove di scena sono i Borboni. Ma si tratta di un tributo a questa famiglia reale abbastanza isolato. (Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno, 20/08/2006) |