Italia Medievale

Per tutti gli appassionati del Medioevo

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lunedì, 25 dicembre 2006

© Premio Italia Medievale, quarta edizione 2007
E' entrata nel vivo la fase dedicata alle proposte di candidatura per la quarta edizione del © Premio Italia Medievale. In questa fase chiunque può proporre i propri candidati senza alcuna limitazione. Quelli che otterranno il maggior numero di segnalazioni andranno a comporre la rosa dei cinque candidati per ognuna delle categorie in cui è suddiviso il Premio (Editoria, Arte, Spettacolo, Gruppi storici, Istituzioni, Turismo,  Multimediale). Il procedimento è semplicissimo, basta inviare una mail a info@italiamedievale.org con il nome o i nomi dei candidati e, se possibile, anche una breve descrizione delle motivazioni alla base della proposta. La stessa cosa si può fare inviando un fax allo 02/99984796, oppure un SMS al 333/5818048, o per posta ordinaria all'Associazione Culturale Italia Medievale, via delle Forze Armate, 260 - 20152 Milano, o, ancora, segnalando i propri candidati al banco dell'Associazione presente in tutti gli eventi che organizziamo. Inoltre, da quest'anno è possibile utilizzare anche un apposito spazio del nostro Forum. Questa fase si concluderà il 31 gennaio 2007. Dal 1 febbraio saranno resi noti i candidati della quarta edizione. Da questo momento, e fino al 31 agosto, sarà possibile votare i propri preferiti, uno solo per ogni categoria. Ogni voto dovrà essere accompagnato da nome, cognome e residenza del votante, come previsto dal Regolamento del Premio. Il Premio viene assegnato annualmente a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale del nostro paese. Quindi forza, scatenatevi nelle segnalazioni. Dipende solo da voi se i vostri preferiti o quelli che ritenete più meritevoli potranno aggiudicarsi la quarta edizione del © Premio Italia Medievale. "Il Premio Italia Medievale costituisce per me un riconoscimento prezioso: non solo per la sua importanza in sé, trattandosi di un Premio che ormai ha acquisito un suo prestigio anche al di là della cerchia degli "addetti ai lavori"; ma perché implica una valutazione positiva di un annoso lavoro che mi è capitato, da molti anni, di condurre talvolta controcorrente. (...) Ringrazio per la distinzione che mi onora e auguro al Premio Italia medievale una lunga e prestigiosa vita" (Dall'intervento del prof. Franco Cardini per l'assegnazione del Premio Speciale 2006 al Centro Europeo di Studi sulla Civiltà Cavalleresca di cui è promotore).

Postato da: italiamedievale a 22:16 | link | commenti |
appuntamenti, comunicazioni interne, medioevo

Giotto, Il presepe di Greccio 1296, Assisi, Basilica di S. Francesco.
Buon Natale e felice 2007
L'Associazione Culturale Italia Medievale augura a tutti i suoi soci e ai suoi lettori Buon Natale e felice 2007, con la speranza che il nuovo anno ci regali un rinnovato amore per il nostro unico e immenso patrimonio medievale.

Postato da: italiamedievale a 08:26 | link | commenti |

lunedì, 18 dicembre 2006

Medioevo a Bergamo in mostra a Milano
Lungo un itinerario che, partendo dal capoluogo, si snoda nel territorio bergamasco, grazie alle scoperte del passato e alle indagini più recenti, si delinea un’immagine finora inedita delle vicende storiche che hanno contraddistinto il lungo periodo iniziato con l’invasione longobarda della fine del VI secolo e terminato almeno alla fine del XV secolo, quando Bergamo è ormai parte della Serenissima Repubblica. La stessa città di Bergamo conserva nel sottosuolo un patrimonio archeologico pluristratificato che trova la massima espressione, a partire dall’età romana, nello scavo della Cattedrale di Sant’Alessandro, con testimonianze archeologiche che hanno radicalmente mutato le conoscenze sull’area, fulcro di Città Alta. Dall’Isola Brembana, con i siti di Carvico, Terno d’Isola, Villa d’Adda, a Fara Gera d’Adda, Fornovo San Giovanni, Ciserano, Urgnano, Martinengo, Villongo, Castelli Calepio, Telgate, si ripercorre un contesto che si fonda su preesistenze di epoca romana, ben radicate e diffuse capillarmente, note attraverso la rete stradale, gli insediamenti, le necropoli. Una continuità che rinvia a un processo di integrazione tra culture e popolazioni di etnie diverse che archeologia e antropologia insieme riscoprono. Accanto alle manifestazioni culturali, che usualmente costituiscono gli elementi guida per la ricostruzione del passato, questa mostra intende porre l’attenzione anche sulle popolazioni che vivevano nelle nostre terre e nel territorio bergamasco in particolare, proponendo lo studio scientifico ricostruttivo del volto di due personaggi, uno femminile di Bolgare e uno maschile di Villa d’Adda. A Milano dal 18 dicembre 2006 al 30 marzo 2007, Cripta di Santa Maria della Vittoria in via De Amicis 11. orario: lunedì-venerdì 10-17 (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage:
18 dicembre 2006. ore 17
curatori: Maria Fortunati
genere: archeologia
email: nuovachoros@libero.it.

Postato da: italiamedievale a 12:56 | link | commenti |
notizie, presentazioni, appuntamenti, medioevo

venerdì, 15 dicembre 2006

Medioevo in Libreria, terzo appuntamento
Questo il terzo appuntamento in programma per il ciclo di conferenze, eventi e visite guidate "Medioevo in Libreria" giunto alla sua quinta edizione. Organizzato dall'Associazione Culturale Italia Medievale con il patrocinio del Comune di Milano - Settore Cultura, della Provincia di Milano e la collaborazione con la Libreria Pecorini. La curatela scientifica delle conferenze è del prof. Paolo Chiesa, ordinario di Letteratura Latina Medievale all'Università degli Studi di Milano.

Sabato 16 dicembre 2006

Ore 10,00: Visita guidata: Santa Maria presso San Satiro con particolare riferimento al sacello di Ansperto. Ritrovo davanti alla chiesa in via Torino, 19. Biglietto € 5,00.

Pomeriggio alla Libreria del Castello Sforzesco, ingresso libero

Ore 15,30: Tres digiti. Scrivere nel Medioevo. Terza "lectura": "Diavoli, belle donne, bicchieri di vino. Il lavoro di scrivere". A cura di ScriptaVana/Lorenzo Calabrese
Ore 16.00: Paolo Tomea, Università Cattolica di Milano: Milano metropoli ecclesiastica nell’alto medioevo.
Paolo Tomea è professore associato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna inoltre Storia della Chiesa, Storia della storiografia medievale e Agiografia. Ha studiato in modo particolare la storia e le tradizioni della chiesa di Milano nell’alto medioevo, e ha scritto numerosi saggi sull’agiografia dell’Italia settentrionale, soprattutto di quel periodo; fra gli altri il volume Tradizione apostolica e coscienza cittadina a Milano nel medioevo: la leggenda di san Barnaba.

Il programma completo dell'iniziativa, che prosegue sino al 14 aprile 2007, è visibile al seguente indirzzo:
www.italiamedievale.org/sito_acim/mil/mil_0607.html.

Postato da: italiamedievale a 08:21 | link | commenti |
notizie, appuntamenti, medioevo

venerdì, 08 dicembre 2006

Le Goff: "Così san Nicola cambiò la storia d´Europa"
di Fiorella Sassanelli
La traslazione delle ossa di san Nicola da Myra a Bari ha innescato un culto che dal Medioevo prosegue incessante oggi, unendo oriente e occidente nell´adorazione del santo tra i più venerati al mondo. S´intitola infatti "San Nicola. Splendori d´arte d´Oriente e Occidente" la grande mostra di icone che apre al pubblico al castello Svevo di Bari. Sull´ecumenismo di san Nicola interviene da Parigi anche uno dei massimi storici del Medioevo, il francese Jacques Le Goff.
Professor Le Goff, com´era percepita la figura di san Nicola nel Medioevo?
«San Nicola è ancora oggi considerato un santo piuttosto oscuro. Visse tra il terzo e il quarto secolo dopo Cristo in Anatolia, quindi in Oriente, era vescovo e a differenza di molti santi, non fu un martire. Il culto si sviluppò a partire dalla fine dell´undicesimo secolo, quando le sue reliquie furono trafugate e portate a Bari. Nel Medioevo il cristianesimo distingueva i latini romani dai greci ortodossi e, caso raro nella storia dei santi, san Nicola era venerato presso entrambi. Ciò porta a riflettere sul ruolo della Puglia che, già nel Medioevo, creava un legame importante tra l´Occidente e l´Oriente: perché era terra di passaggio di tanti pellegrinaggi, ma perché era essa stessa, come anche la Sicilia, luogo d´incontro tra romani e greci».
Com´è evoluto il culto di San Nicola?
«Molto hanno contato le storie e le leggende che ne hanno aumentato la popolarità. Nel tredicesimo secolo la Légende dorée di Jacques de Voragine ha fatto emergere le prime storie su san Nicola. La prima raccontava di come avesse salvato tre ragazze dalla prostituzione, la seconda di come avesse resuscitato tre bambini uccisi da un macellaio che li aveva poi messi sotto sale. Soprattutto quest´ultima storia ha fatto di san Nicola il patrono dei bambini, che a ben vedere, non avevano goduto di considerazione finché, nel tredicesimo secolo, non si è cominciato ad adorare la figura di Gesù bambino. La popolarità del culto di san Nicola ha favorito in massima parte la nascita del culto dei bambini e al contempo ha fatto sì che molti di loro ricevessero il nome Nicola».
A questo rapporto tra san Nicola e i bambini va rincondotta l´analogia che esiste tra san Nicola e Babbo Natale?
«Senz´altro. E infatti in alcune regioni dell´Est della Francia e in Germania i bambini ricevono i doni la sera del 6 dicembre».
San Nicola è anche il patrono dei marinai.
«Credo che non sia un caso che il centro di diffusione del culto sia Bari. La città è innanzi tutto un porto, ecco perché presumibilmente san Nicola è stato assunto dai marinai quale loro santo protettore. Tanto più che gli uomini del Medioevo temevano fortemente il mare e i naufragi».
San Nicola è oggi anche un´icona della conciliazione. La condivisione del culto presso romani e ortodossi può far pensare a una forma di ecumenismo già nel Medioevo?
«No, e perché nel Medioevo non esisteva ancora l´idea di religione che s´afferma invece nel diciassettesimo secolo. Nel Medioevo i cristiani si limitano a considerare pagani tutti gli altri, ad eccezione dei cristiani greco-ortodossi, che si erano ‘illegittimamente´ separati con uno scisma nel 1054, e gli ebrei».
La condivisione del culto presso questi "cristiani illegittimi" non rischiava di fare di san Nicola a sua volta un santo ‘illegittimo´?
«Il culto di san Nicola apparteneva a una sfera popolare che non era oggetto di teologia. Gli uomini e le donne del Medioevo erano capaci di sentimenti di indipendenza, apertura e amicizia sui quali la Chiesa, per fortuna, non interveniva».
San Nicola era già nel medioevo un santo delle masse?
«Il concetto di massa è difficile da definire. La figura di san Nicola era comunque molto diffusa e popolare, estesa ben oltre le classi nobiliari».
San Nicola mantiene alto un senso di umanità corporea in vita e in morte. Da vivo è stato infatti più che un vescovo, stando sempre dalla parte dei cittadini. Ma la sua corporeità trascende anche la morte, attraverso un corpo che dà testimonianza di sé con le ossa e la manna che da essa trasuda. Quest´idea di corporeità non è forse in contraddizione con un Medioevo proiettato solo verso la spiritualità e la trascendenza?
«Questa è la visione distorta che del Medioevo hanno offerto l´umanesimo e l´illuminismo. Non è affatto vero che nel Medioevo si disprezzava il corpo. Anzi, il corpo gioca un ruolo ampiamente positivo se si tratta di un corpo benedetto dal dogma. E infatti basta considerare l´attenzione che la Chiesa ha posto per secoli al corpo attraverso l´iconografia dei santi: un fenomeno che culmina in san Francesco, e che la mostra barese documenta molto bene». (Fonte: L'Espresso Local del 7/12/2006)

Postato da: italiamedievale a 09:04 | link | commenti |
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