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| © Premio Italia Medievale 2006, ancora tre giorni per votare! |
| Scade il 31 agosto 2006 il termine per votare i candidati alla terza edizione del © Premio Italia Medievale. Nato nel 2004 per assegnare annualmente un riconoscimento a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale del nostro paese, il Premio ha visto crescere la sua popolarità, testimoniata dal costante aumento del numero dei votanti. Suddiviso in otto categorie, A) Editoria, B) Arte, C) Spettacolo, D) Gruppi Storici, E) Istituzioni, F) Turismo, G) Multimediale, H) Premio Speciale Italia Medievale, in modo da poter rappresentare praticamente tutte le attività, il Premio, senza alcuna pretesa di stabilire classifiche di merito, intende, molto più umilmente, segnalare il prezioso, e spesso nascosto, lavoro di tutti coloro che, a vario titolo, hanno a cuore il nostro immenso patrimonio medievale. Non a caso, l'Associazione Culturale Italia Medievale non interviene in nessun modo nell'assegnazione dei riconoscimenti che dipendono, in tutto e per tutto, dalla volontà dei votanti con la sola eccezione del Premio Speciale, riservato ai soci. Con questa iniziativa intendiamo sostenere concretamente l'impegno di tutti coloro che, come noi, operano per la ri-scoperta e la ri-nascita di un epoca per nulla buia e barbara, come ancora troppo spesso si vorrebbe far credere. Nello stesso tempo, desideriamo ampliare il già nutrito mondo degli appassionati e offrire, anche ai meno attenti o interessati, l'incontro con un Medioevo più diretto e alla portata di tutti. La cerimonia di consegna dei premi di questa terza edizione avrà luogo a Milano il 25 novembre 2006. |
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| In viaggio nell'arte dell'Italia Medievale |
| Prosegue senza sosta l'inserimento di nuove schede e località nel portale "Italia nell'arte medievale, percorsi guidati nell'arte del Medioevo italiano suddivisi per aree geografiche", curato da Mauro Piergigli e dall'Associazione Culturale Italia Medievale. Ultmo arrivato, in ordine di tempo, il Molise con La cattedrale di Termoli e San Giorgio a Petrella Tifernina. Scopo del sito è migliorare la conoscenza del patrimonio medievale italiano (in futuro anche europeo) e di incoraggiare le visite di persona nei luoghi qui descritti. Con corredo si splendide e inedite immagini e esaustive bibliografie a cura della dott.ssa Fulvia Serpico, questo sito si può considerare unico nel panorama offerto dalla rete. In costante aggiornamento si propone di offrire il panorama più completo possibile delle testimonianze medievali del nostro paese. Imperdibile ! |
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| Gli Svevi sfilano nei cortei del Sud |
| Sono certamente il fascino della mitologia cristiana rivisitata dalla fantasia popolare e quello di un'epoca esaltata dal romanticismo come il Medioevo a far traslocare la Puglia dal I secolo dell'era volgare, quando le strade si gremiscono di penitenti, di flagellanti e soprattutto di giudei e di soldati romani al tredicesimo secolo degli Svevi e degli Angiò. D'estate le città sentono il bisogno di darsi una veste di nobiltà con cortei storici che sempre più ricalcano la scena hollivudiana. La televisione entra così nel nostro quotidiano e Cinecittà diventa a portata di qualsiasi Comitato Feste o di qualunque Pro Loco. E' una voglia inappagata di produrre e partecipare a un set cinematografico casereccio o bisogno di straniamento temporale? O l'uno e l'altro? E perché la stragrande maggioranza dei cortei storici fugge verso il Medioevo saltando a pie' pari l'età Magnogreca che pure fu fondamentale per la formazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni e riserva poche attenzioni ad altri periodi storici? La scelta del Medioevo credo abbia una doppia ragione. Intanto un neoromanticismo che ci riporta alla passione per il gotico e per un'età aurorale della civiltà moderna. Si tratta da un lato di scavalcare i tempi del viceregno,quando tre quarti dell'Italia furono dominati da governi di rapina e incontrare un principe che la storia ha saputo mitizzare al punto da contrabbandarlo come nato da un'istanza del popolo, come una bandiera,un condottiero dell'intero Mezzogiorno e della Germania e soprattutto un principe che sembra liberarsi dalle tenebre di secoli poco conosciuti e barbarici e accendere le luci della modernità del diritto. Un emulo di Carlo Magno che ha corretto il Codice dei Franchi e revisionato anche quello di Giustiniano,un uomo che si è fatto grande addomesticando il Mediterraneo e congiungendone le sorti all'Europa. Federico II di Svevia è diventato così nella fantasia dei popoli del Mezzogiorno e in parte dei Tedeschi, il più grande imperatore di tutti i tempi. Al punto che pretendiamo che il mondo intero gli tributi onori, ne riconosca il valore,la grandezza. Lo veneriamo come un faraone e siamo disposti a riconoscergli meriti che oscurano del tutto gli aspetti deteriori,ritenendoli peccati veniali. Da un altro lato,il Medioevo ha generato una serie di Comuni, di Repubbliche Marinare,di Municipi autonomi che hanno avuto la possibilità di mostrare il proprio lustro e la propria capacità di organizzazione interna, da Amalfi a Trani a Genova e Venezia e ai molti centri della Toscana,dell'Umbria e della Romagna. Non è un caso se nei cortei di tutta Italia i costumi usati rinviano perlopiù a una ideale Firenze o ai figuranti del palio di Siena. I creatori di cortei e di manifestazioni a carattere rievocativo vanno in cerca di un momento preciso, di un accadimento, di un evento che ha fatto brillare la cronaca del luogo. Oria si è imposta per esempio con una manifestazione dedicata a Federico II che arriva nel 1225 in corteo con la giovanissima Jolanda di Brienne dopo un viaggio a cavallo dal porto di Brindisi dove era sbarcata provenendo dal suo reame di Gerusalemme. Torremaggiore, in alta Capitanata, commemora invece l'arrivo in città dei profughi di Fiorentino, dopo il terremoto che distrusse il castello nel quale morì Federico. Da un paio di anni anche Trani si è rivolta al mito tedesco, festeggiando l'incontro tra Manfredi e la promessa sposa Elena d'Epiro e Manfredonia ricorda la fondazione della città voluta appunto da Manfredi, dopo l'abbandono di Siponto da parte dei suoi cittadini. Mentre Casamassima rivolge le proprie attenzioni al figlio del re che fu ucciso a Benevento dagli angioini, Corrado di Svevia. Agli Angiò è il solo comune di Lucera che dedica le sue attenzioni,in controtendenza,ricordando a ferragosto con un corteo l'ingresso in città di Carlo I che riconsegna le chiavi alla Patrona dopo averla sottratta agli arabi di Federico II. Ma si resta in età medievale con il corteo di San Nicola di Mira a Bari, per ricordare l'arrivo delle ossa del santo nel X secolo, e un corteo dedica Mottola a San Tommaso Beckett, un santo che ricordava nella modalità del martirio l'uccisione del vescovo Alimberto nel 1102 da parte dei normanni di Taranto. Altra festa in costume si organizza a Castellaneta per ricordare la nascita della fiera sotto la giurisdizione del vescovo della diocesi di Mottola-Castellaneta e la concessione del permesso di mercatura da parte del normanno Boemondo di Taranto. Ancora Medioevo è a Troia,nei festeggiamenti per la traslazione delle ossa dei santi Urbano,Anastasio, Ponziano, Eleuterio e Secondino dal convento di Tibera a Troia. A San Marco La Catola si svolge una giostra di cavalieri, la Jaletta, in onore di san Liberato e santa Maria delle Vittorie. Usciamo dal Medioevo con poche manifestazioni in costume. Siamo nel 400 a Pulsano,dove si festeggia Maria d'Enghien che va sposa a Ladislao di Durazzo. Al Cinquecento dilaniato dalle guerre tra Francia e Spagna per il predominio del Sud è dedicata la Disfida di Barletta, e festeggiamenti in costumi seicenteschi sono a Ostuni in onore di Sant'Oronzo, e in abiti sette-ottocenteschi sono i festeggiamenti che si svolgono ad Alberobello, per celebrare la sua elezione a comune autonomo, a San Ferdinando e a Capurso,dove di scena sono i Borboni. Ma si tratta di un tributo a questa famiglia reale abbastanza isolato. (Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno, 20/08/2006) |
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| Tutto fa Medio Evo, anche il pomodoro... |
| di Daniele Sacco Messeri e madame, è in scena il medioevo. Urbino, Montecerignone, Piandimeleto, Gradara e decine di altri borghi del nostro entroterra sono ormai entrati nel vortice dimensionale agostano che li trasforma in nostrane capitali del medioevo. Così tra “Feste del Duca”, “Sagre del bostrengo”, e palii vari emerge un unico comune denominatore: il medioevo che, a quanto pare, tira e tira parecchio. Basta esaminare e confrontare gli ultimi dati degli afflussi turistici del castello di Gradara, paragonandoli a quelli del palazzo ducale di Urbino. La medievale Gradara tira e Urbino segue a ruota. Georges Duby, eminenza della medievistica francese, ha riconosciuto agli italiani la leadership nell’esplorazione rievocativa dei secoli che vanno dal quinto al quindicesimo (dopo Cristo! Ovviamente…). Non c’è dubbio, in quanto a rievocazioni, ci sappiamo fare e più che il “gentile” rinascimento, negli ultimi tempi, pare sia proprio il “rude” medioevo, quello di armi e armati, a convincere il pubblico. Poi, qua e là, nelle rievocazioni, i puristi notano delle lacune ed allora nelle vivande servite in qualche “mangiatoia” della Provincia fanno capolino i pomodori e le melanzane… tutte cosucce importate dalle Americhe, nel Rinascimento… per non parlare di dolci al cioccolato, al caffé o alla vaniglia… ben lontani da quelli seri, i medievali, soprattutto a base di miele, farina di castagne, uova e anche riso. “Ma che ce frega” canticchiano gli organizzatori di sagre… a quanto pare, a torto o a ragione, più che un’impeccabile ricostruzione storica è l’atmosfera generale che conta e quella, sicuramente c’è tra un falconiere, un fabbro che ancora batte i pezzi sull’incudine e soldati in armatura… Fatto sta che nell’entroterra di Pesaro e Urbino, interi paesi stanno letteralmente rinascendo grazie a questi spettacoli d’altri tempi, scoprendo un turismo speciale, il turismo della sagra, che è dei grandi numeri. Così nelle piazze dei turriti borghi risuonano tamburi e mentre i mangiafuoco illuminano le strette vie, i drappi sventolano e profumi d’altre epoche tornano a pervadere l’entroterra. Non è forse uno spettacolo affascinante? Ed allora passino i crostoni con il pomodoro se con la loro fragranza riescono a far rivivere borghi situati in zone depresse che altrimenti non avrebbero di che farsi conoscere… (Fonte: Il Messaggero del 15 agosto 2006). A noi piace pensare che, con pochi accorgimenti e senza alcun aumento dei costi, sarebbe facile e, sicuramente, più corretto evitare strafalcioni di questo tipo. In fondo, basterebbe ricorrere alla nostra consulenza per mettere in scena rievocazioni ineccepibili e non fare un torto alla storia. Senza dimenticare la valorizzazione del patrimonio medievale con l'ambizioso obiettivo di sviluppare un turismo ben più vantaggioso di quello mordi e fuggi che producono simili iniziative quando si reggono solo sulle mode! (N.d,R) |